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Paolo

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Mi piace sperimentare cose nuove, conoscere persone nuove e visitare posti sempre nuovi, e se non riesco a farlo mi sento soffocare! So essere razionale e sensibile allo stesso tempo, ma anche allegro, romantico, acuto e introspettivo. E si dai, anche pigro e pignolo...
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Tracce

Perché così vi racconto un po' i fatti miei
November 25

Se uno scrittore smette di scrivere

L'ultimo racconto che ho scritto, non me lo ricordo più. Credo sia passato grosso modo un annetto. L'ultima poesia invece me la ricordo, ha anche una data: 25 aprile 2008. Che è una data "di consegna", in realtà era stata scritta due mesi prima. Si, era - ed è - dedicata ad una donna. Se la meritava? Boh. Non sta a me dirlo, e sinceramente non mi interessa stabilirlo. L'ho scritta, punto. Poi? Il vuoto. Colmato in maniera sterile da qualche migliaio di righe di articoli giornalistici, che potranno anche essere ben scritti, ma restano comunque assai lontani da quel tipo di scrittura che tante soddisfazioni mi dava. Il punto è che se uno scrittore smette di scrivere vuol dire che c'è qualcosa che non va.
 
Perché mi ritengo uno scrittore? Innanzitutto perché sono un fottuto idealista. Sissignore! Sono un fottuto idealista perché credo che lo stato delle cose si possa cambiare. Credo anche in una cosa che si chiama comunitarismo, e che in pochi conoscono. Mi ritengo uno scrittore perché sono arrivato secondo ad un cazzo di concorso di scrittura nel 2005, e perché quel racconto che ha vinto il secondo premio era bello bello. Mi ritengo uno scrittore perché so scrivere e non mi vergogno di dirlo. Mi ritengo uno scrittore perché mi fermo sempre a pensare, a dare un'occhiata in giro, a fissare i dettagli, ad ascoltare le parole. Senza mai aver chiaro il motivo di tutte queste attenzioni, lo faccio e basta. Mi ritengo uno scrittore perché sono disordinato come le roulotte di un campo nomadi. Ho una scrivania che sembra un campo di battaglia e se mia madre decide di riordinarmela a mia insaputa, poi non trovo più un cazzo. Mi ritengo uno scrittore perché sono preciso e meticoloso nel mio lavoro, ma poi sono un disastro in tutto il resto. Distratto, disattento e una vera e propria frana nel tenere i contatti.
 
Poi ci sono le donne. Le donne che mi hanno sempre ispirato i migliori componimenti. Le donne che mi hanno sempre ispirato le peggiori gaffe. Non sono qua per fare il mieloso, il romanticone o il sensibilista sfigato, ma è la pura verità! Le poesie o le canzoni più belle mi sono state ispirate da ragazze più o meno importanti. Certo, in passato facevano parte del mio repertorio di espedienti per raggirare le giovani e leggiadre pulzelle, e convicerle a concedersi a me. Ora però mi sono fatto furbo, anche perché quelle tecniche del cazzo non hanno mai funzionato. Gli ultimi componimenti sono stati scritti per puro piacere. Solo l'ultima poesia decisi di consegnarla, perché sapevo che quella ragazza non l'avrei mai più rivista. Dopo ho smesso, non so né come e né perché, ma ho smesso. Ieri sera ho anche provato a scrivere, ma non sono riuscito a infilare due rime in croce. Un tempo buttavo giù una strofa intera in cinque minuti, ieri sera in cinque minuti ho scritto tre parole. La rima meno banale finiva con "are". Va bene, basta con la poesia e basta con il rap. In entrambi i casi, sai che perdita...
 
Dev'essere il cambiamento di quest'anno, ma non vorrei aver perso la mia vena narrativa. Per me sarebbe una tragedia, per il mondo della letteratura forse no. Comunque se ora conoscessi il me stesso di un anno fa, mi starebbe sul cazzo. Sarò stato anche uno scrittore, ma di certo ero uno scrittore piuttosto pirla. Ora che sono meno pirla, mi piacerebbe tornare ad essere uno scrittore, senza tornare ad essere pirla come prima.
 
O forse non lo sono mai stato (scrittore).
October 04

Marchetta #2

Cari compagni! (Oh bella, adesso diranno che sono comunista. Beh, lo dicevano anche di Montanelli, poco male.) Cari compagni, camerati, compari, colleghi, amici, parenti e chi più ne ha più ne metta - mettiamoci anche gli stronzi, così ci son tutti - vi annuncio che domani sera sarò di nuovo su Rete7 alle ore 21. Il mio bel faccione sarà piaciuto a qualcuno dei "piani alti", che ha poi richiesto la mia presenza con un piccolo appunto: il modo di vestire. Bella roba, è come sparare sulla croce rossa. Come dire a Biscardi che non parla bene l'italiano, come prendersela con Sgarbi perché dice troppe parolacce, come avercela con Emanuele Filiberto di Savoia perché dice troppe stronzate. Eh si, l'abbigliamento non è mai stato il mio forte. L'eleganza per me è una camicia sopra i pantaloni. Poco importa se la camicia sia a righe o a quadretti, a maniche lunghe o corte, basta che abbia la parvenza d'essere una camicia. Ed evidentemente questo mio disinteresse per l'immagine deve essere saltato all'occhio, se hanno ritenuto necessario comunicarmelo. Domani sera, per non sbagliare, metterò il frac. Più elegante di così, per la mia limitata concezione dell'abbigliamento, è difficile. D'altronde, vestirsi è solo un espediente per non prender freddo. E i consulenti d'immagine costano troppo, e soprattutto chi se ne frega. Sui capelli non m'hanno ancora detto nulla, quindi il ciuffo ribelle e canuto resterà lì, un po' ingellato e un po' sbarazzino. Anche la carnagione si salva, per ora. Giammai farei qualche dannatissima lampada, e guai a farmi truccare. Non ci riuscirono le mie compagne di classe in gita, e in quella gita di cazzate ne feci assai, difficilmente ci riusciranno i ciellini della Tv. Quindi mi raccomando, domani, sempre prima dei pornazzi, guardate "TuttoToro News". Se poi vorrete guardarvi i pornazzi, dando libero sfogo al vostro polso da giocatore di Ping Pong, fate pure, ma fatelo, per cortesia, dopo il termine della trasmissione. Non prima! Anche se la stragnocca René qualche ideuzza perversa potrebbe farvela venire. Per non sbagliare, tenete il telecomando con due mani, sempre, costantemente, e bene in vista.

Oggi invece ho incontrato l'acerrimo Bum Bum Bumma, sempre più giocondo nel proprio abito scuro. Credo di non averlo mai visto vestito diversamente da quando lo conosco, giusto d'inverno l'ho visto con indosso un piumuno, ma sotto il piumino aveva sempre lo stesso abito. Per sbaglio l'ho salutato, ma il mio era un "Ciao" generale. Sto però sperimentando il fatto di fare il mio ingresso da giovane all'interno di una corporazione, quale è quella giornalistica. Tutti di guardano con sospetto e con sufficienza, tant'è che per un attimo pensi di avere qualcosa che non vada. Poi controlli, e scopri che i pantaloni ce li hai ancora addosso, quindi se non sei tu, sono loro. E' il nuovo che avanza, che fa domande, che si siede davanti in conferenza stampa, che sa scrivere (suvvia, mettiam da parte la modestia, viva la meritocrazia!), che non lecca il culo, che si impegna, che non ruba i pezzi e che finisce in televisione. E' il nuovo che ha solo 22 anni e che arriva da non si sa dove. Insomma è un ragazzino che vuole fare il giornalista e che rompe i coglioni, per il solo fatto di esserci. E' un ragazzino che non si fa problemi se tutti lo guardano pensando: "Ma chi cazzo è questo?". Se ne fotte. Diciamo che sto pagando questa mia giovane (e tenera) età, e questo mio atteggiamento di "menefreghismo illuminato". Il che non significa non dare importanza a nulla credendo di possedere già la verità assoluta, pratica perseguita con orgoglio da vecchi e trinariciuti pseudo-amici che, sguazzanti nella propria cieca strafottenza, avevano anche la presunzione di raccogliere adepti. Il "menefreghismo illuminato" è dare importanza a tutto e cercare di imparare, fregandosene però di chi non ci apprezza, pensando insomma solo al proprio lavoro consci delle proprie qualità e dei propri difetti. Lo disse anche il buon direttore Federico (finalmente un direttore degno d'esserlo) che sto pagando questa situazione, e difatti mi sento un po' ghettizzato. Ma non m'importa. M'importerebbe di più avere uno straccio di aumento, in modo da potermi pagare una birra e magari offrirne una a Stefano, una a Giovanni e una a Donato. E magari un regalino a Fabiana. Però non posso.

Ma verranno tempi migliori, sperando che la crisi economica che sta per devastare il mondo intero attenda ancora qualche anno prima di manifestarsi in tutta la propria violenza e spregiudicatezza. Cosicché quando saremo tutti col culo per terra io possa andare per strada con un cartello appeso al collo (come successe realmente nel 1929) con su scritto "Offresi giornalista, un euro ad articolo". Ora vado a comprarmi un sacco a pelo, perché quando la banca si prenderà la casa (c'è un mutuo da estinguere, mi vien quasi da ridere, il bello è che non si può far nulla) andrò a dormire in macchina. E dopo tutta questa filippica, vi ricordo ancora la trasmissione di domani sera. Questa era una marchetta, dopotutto.

Cià uagliò,
Paolo

September 27

Il ritorno sul piccolo schermo

Alla faccia dell'arcigno Bum Bum Bumma, domani sera il mio bel faccione tornerà sul piccolo schermo. Lo so, questa è una marchetta bella e buona, ma non ho saputo proprio resistere. Vi ricordate che avevo messo piede in quel di Grp? Studio lugubre con mirabolanti e misteriosi personaggi che mi affiancavano (fatta eccezione per la conduttrice e il gobbissimo giornalista ospite fisso, i pochi a salvarsi, manco io mi salvo, sia chiaro). Discussioni di dubbia utilità e interventi del sottoscritto alquanto anonimi e inconcludenti. Bene, da domani Grp sarà solo più un ricordo rinchiuso in tre righe sul curriculum vitae: ora il nuovo corso si chiama Rete7. Si, proprio dove trasmettono i pornazzi dopo la mezzanotte e mezza. Domani, lasciate perdere le vostre smanie perverse e tenete la mano destra (o la sinistra, dipende da voi) bene in vista per almeno per un paio d'ore, e sorbitevi dalle 21 alle 23 (suppongo) TuttoToro News! Notate anche voi la curiosità? Dai, rileggete bene il nome. Ve lo riscrivo: TuttoToro News. Non sbagliate! C'è scritto proprio TuttoToro! Infatti la trasmissione viene prodotta in collaborazione con TuttoToro Magazine, il mensile per cui abbiamo scritto io e il buon Edoardo, lo stesso mensile per cui ha miserevolmente scritto Bum Bum Bumma in maniera tanto miserevole da non essere neanche stato pagato. L'altra collaborazione è ovviamente quella di ToroNews. Insomma, è un passato che ritorna. Un faccione che ritorna, il mio, sul piccolo schermo. La Tv che tanto detesto, e che eppure tanto mi attrae.

Quindi, domenica 28 settembre, ore 21, Rete7. Non mancate. E se non mi guarderete, pazienza, ma attenzione, al prossimo giro potrei essere io a guardare voi, a vostra insaputa.

Cià Uagliò,
Paolo "il figurante televisivo"
September 26

Blog. tesi, feste e guaglioncelli

Finalmente mi sono deciso a postare di nuovo su questo dannato spazio. E' un blog strano questo, si chiama "Tracce" e il suo scopo mi è ignoto. Lo uso per raccontare i fatti miei, giusto per far sfoggio di un innato esibizionismo, sfoggiandolo però "sottotraccia", giusto per utilizzare una bieca ironia sul nome di questo blog. Voi sapete che di blog ne ho altri, e se non lo sapete date un'occhiata in alto a sinistra ("le cose bisogna saperle, e se non le sai, salle!"). C'è il blog politico, e vabbé, qui l'intento è chiaro; poi c'è "Rime in Prosa". E' questo un blog particolare, che lentamente sta andando alla deriva. Nato come angolo di filosofia, letteratura, saggistica, pessimistica e chissà che altro, viaggia ora totalmente all'abbandono. Anzi, non viaggia affatto. E' fermo lì, come un semaforo spento. Diciamo che non so che farmene. Filosofo non lo sono più (e mi sa che non lo sono mai stato), poeta nemmeno (idem come sopra), scrittore? Forse, facciamo che ci penso. E quando avrò un racconto decente (ne passerà di acqua sotto i ponti), lo butterò là sopra.

Sulle deliziose note di Chet Baker vi comunico che la mia tesi è rimandata. Non fatemene una colpa, ma terminare tutto (compresa l'approvazione del prof, che ha tempi biblici, e la rilegatura, con tempi forse ancor più biblici) entro il 2 di ottobre, mi pare parecchio improbabile. Ci ho creduto fino all'ultimo, ma ora mi vedo costretto a rinviare tutto al 12 gennaio. Farà un po' più freddo, questo significa che - come suggerisce il buon Dony - alla festa di laurea ci vorrà un po' più di alcool per scaldarci. Tra un Montanelli e l'altro (ce n'erano molteplici, fidatevi) il mio pensiero va a quella festa: dove diavolo la farò? Del resto non ho mai amato festeggiarmi, odio le feste dove il festeggiato sono io. Anche perché le feste ora sono false. Si prenotano venti posti in pizzeria, si invitano anche i vicini di casa pur di fare numero. Ognuno si paga il suo, e ognuno mette cinque euro del cazzo per comprare un regalo del cazzo, in genere una maglietta del cazzo di una marca del cazzo. E il festeggiato, con un'espressione del cazzo, dice: "Che bella!", mentre pensa: "Ma cazzo!". Insomma è tutto meccanico. Vai alla festa "perché sennò pare brutto" e fai il regalo "perché sennò sta male", quindi spendi 15-20 euro per una serata identica a tutte le altre. Sempre che il festeggiato non decida di andare anche in discoteca, e non puoi non andare almeno in pizzeria, o almeno in discoteca, "perché poi si offende". Quindi ad ogni festa partono almeno 20 euro. A me i regali non li ha mai fatti nessuno, tranne alla festa del 18 anni, quando con il caro amico Giovanni decidemmo di far la festa insieme (lui compie gli anni sei giorni prima di me). Quindi come due stronzi pagammo la pizza a tutti, sapete quale fu il risultato? Due magliette del cazzo, che avrò messo due volte. Per avere i regali quindi devi fare la festa. Questa è una grossa stronzata. Se vuoi farmi il regalo, me lo fai e basta, non devi aspettare la festa. Quindi per questo odio le feste, e faccio i regali solo quando mi va (perché anche a me piace fare regali, se mi va) e quando non li faccio mi presento a mani vuote, mi pago la mia pizza, faccio gli auguri, scatto due foto, poi me ne vado. Vado a prendermi una birra con chi mi va, o me ne vado a casa. Insomma, non mi sono mai posto il problema di organizzare una festa. Anzi, detesto farlo.

Dopo questa lunga divagazione sulle feste (che in genere sono di compleanno), vi annuncio che se ci sarà una festa di laurea, sarete invitati ma, dato che faccio il giornalista e guadagno 100 euro al mese, vi ubriacherete a spese vostre. Come io mi ubriacherò a spese mie. Inoltre non voglio regali, il regalo sarà la vostra presenza, e non è una frase di circostanza. Ad ogni modo, è giusto aggiornarvi anche sulla situazione lavorativa. Toronews.net procede bene ma, inspiegabilmente, la mia produzione è passata ad un articolo al giorno, quando prima ne scrivevo si e no tre o quattro a settimana. Dopo essermi fatto un mazzo così durante quel dannatissimo e odiosissimo calciomercato, pretenderei un riconoscimento. Invece c'è quel cazzo di Oddenino che mi ruba i pezzi, ci sono quei cazzo di Manassero, Bonetto e Casamassima che scrivono per i loro cazzo di giornali (rispettivamente: "Leggo", "Tuttosport" e "Torino Cronaca") e che camminano a un metro da terra. Si dividono tra fascisti e comunisti e pensano di essere dei grandi giornalisti, ma come lo giudicate voi uno che a 32 anni scrive per "Leggo"? Per fortuna esistono persone come De Marzi ("Epolis Torino") e Costa (Videogruppo), ma anche Ferrero (TorinoFc.it), coi quali si può ridere e scherzare in tranquillità. Anche gli operatori in genere sono piuttosto alla mano, ma non ne conosco i nomi. C'è poi una cellula instabile che si chiama Scappazzoni ("Torino Cronaca") che a volte saluta e parla, a volte non saluta nemmeno, poi però mi fa gli auguri di compleanno. Infine c'è il mai domo Bum Bum Bumma (Tuttotoro.com) che non si è ancora reso conto di essere ridicolo. Buon per lui, soffrirà di meno. Ci sono però grandi progetti all'orizzonte, che ancora non so definire bene.

Una menzione doverosa va a Mariano e a Elisa. Il primo mi ha fatto conoscere delle gnocche pazzesche, fotomodelle, facendomi lavorare in un servizio fotografico e facendomi fare una cosa che mi piace un sacco: montare i video. E vi assicuro che oltre ad essere divertente, è anche piuttosto gratificante. Oltretutto se riuscirò ad avviare i progetti sopra annunciati, lo dovrò in gran parte a lui. Poi c'è Elisa, con la quale ci facciamo sempre delle grasse risate il lunedì sera (in compagnia di Federico, Sara, Stefano, Luca [fino alle 11 e mezza] e, di tanto in tanto, Claudio ed Elisabetta), che ora potrò chiamare "collega" perchè l'ho introdotta a Toronews. Oltre ad essere tifosissima granata, sono sicuro che mi darà delle soddisfazioni.

Cià Uagliò, al prossimo sfogo.
Paolo


August 25

Le ferie non esistono

Sarà perché sto diventando grande, sarà perché Dony ha detto che fa cagare, ma io mi sono un po' rotto di scrivere in terza persona. Diciamo che è il momento di cambiare, dopo un anno e fischia di questo blog che non so bene a che serva. Certo, quella pratica all'inizio era carina, e soprattutto ha salvato me e la principessa Fabiana dalle ire di quel pirla di Bum Bum Bumma, quando eravamo ancora alle sue dipendenze (per maggiori informazioni chiedere ai diretti interessati). Dipendenze? Forse è meglio dire "volontariato". Ho dato del pirla a Bum Bum Bumma? Si, ed è vero, tanto se capitasse ancora da queste parti non si renderebbe per niente conto che parlo di lui. Perché oltre ad essere pirla è pure svampito. Ad ogni modo, il giornlismo procede, ma in coppia con l'aggettivo "sportivo". Siamo ancora lontani dal giorno in cui mi scalzerò di dosso la parola "sport", che non mi si addice, anche a giudicare dalla panza. Ma poi non mi si addice perché non sono in grado di scrivere di sport, perché scrivo di cose in cui non credo. Non credo infatti che sia così rilevante il fatto che il Toro abbia comprato Rolando Bianchi. Certo, è un gran bell'acquisto, ma che mi cambia? Sono sempre al verde, solo come un cane e al lavoro per la tesi. Quindi per la mia vita è una cosa inutile. E' dura scrivere di cose inutili. Paradossalmente, mi è più utile scrivere le stronzate che state leggendo, piuttosto che preparare - come farò domani - il classico pezzo di mercato con notizie scopiazzate qua e là dalla rete. Ancora non capisco come diavolo facciano a leggermi così in tanti. Persino oggi, leggendo "La Stampa", ho scoperto che il signor Gianluca Oddenino - giornalista che segue il Toro per "La Busiarda" - per scrivere il suo pezzo ha riportato pari pari un paio di frasi che avevo scritto io su Toronews. Non dovrei prenderlo a sberle? Cazzo, almeno cambia le parole!

Oltre a questo, ho scoperto - sabato sera - che gli altri giornalisti sanno chi sono. Nel senso che sanno come mi chiamo e per chi scrivo, pur avendomi visto pochissime volte ed avendomi parlato ancora meno. In fondo è un bell'ambiente - a parte nei momenti in cui ti scopiazzano - con gente simpatica e con gente che se la tira un po'. E Oddenino è uno di questi. Legge i miei pezzi e poi quando mi incontra - pur sapendo chi sono - manco mi saluta. Sono strani questi giornalisti. Diciamo che più che essere strani, sono un po' stronzi. Ma che volete farci, magari un giorno anche io diventerò stronzo come loro. O forse lo sono già, nel profondo, ed attendo il momento di notorietà per manifestare la mia stronzaggine. Nell'attesa, continuo a fare il reporter a mezzo servizio per una squadra che amo sempre moltissimo ma per uno sport che apprezzo sempre meno, e lo si vede dai voti che do nelle pagelle a fine partita. E il buon Cairo lo sa che sono l'unico che gli ha fatto una domanda quasi scomoda in conferenza stampa, e che sono l'unico che non saluta. A parte Bum Bum Bumma, che non viene salutato da nessuno per partito preso. La mia colpa con Cairo fu di insinuare che forse il Toro aveva perso un po' di tempo rispetto alle altre squadre nel calciomercato. Galeotta fu quella domanda intransigente! E né i tuttosportiani né il fantomatico Oddenino riportarono mezza riga. E' un mondo che va così. Prima il calcio era un semplice passatempo, ora invece esistono giornali che parlano solo di quello. Ma quei giornali, chi li finanzia? E i soldi per finanziarli chi glieli dà?

Domande amletiche, delle quali non ci interessa la risposta. Intanto però cerco di tirar su una piccola rivista che parli di roba immaginaria, ops, di immagine! Con servizi fotografici, cinema, collezioni, musica, servizi fotografici, collezioni, attualità, servizi fotografici, collezioni. Ci proviamo, in compagnia dell'amico parrucchiere che ho conosciuto a Cinemanch'io che - devo riconoscerlo - mi ha aperto nuove possibilità (non il parrucchiere, almeno per ora, ma Cinemanch'io). Ci siamo però dimenticati che per registrare una testata giornalistica serve un giornalista iscritto all'albo. E io non sono ancora dannatamente iscritto, quindi chi farà il "direttore responsabile" ancora non si sa. Ma ci proviamo lo stesso. Devo dire che seguire casting e servizi fotografici è da un lato divertente perché conosci un quantitativo di gnocca non indifferente. Ma essendo questo quantitativo di gnocca eccessivamente gnoccoloso, non ti dà modo neanche di avvicinarti per chiedere l'indirizzo del Facebook, figuriamoci la casella email o peggio il numero di telefono. E figuriamoci, di scambiare due parole non se ne parla nemmeno. Le modelle stanno immobili durante i servizi fotografici, oltre le due battute al volo non si va. Quindi è bello perché vedere tutta 'sta gnocca è sempre bello, ma è brutto perché ti fai un mazzo così e torni a casa esausto. Si lavora, mica si baccaglia. Ma, parlandoci chiaro, sono modelle. Le modelle non stanno coi giornalisti, al massimo coi calciatori, o con gli attori, o con i presentatori tv o con i miliardari settantenni. Insomma, guardare ma non toccare, giusto per intenderci. Intanto la mia tesi si complica sempre di più, e ancora non ho deciso che diavolo fare dopo questa dannata laurea triennale. Ma credo che resterò nell'amata/odiata Torino. Anche perché i mezzi economici scarseggiano. Il guaio è che il buon professor Sinigaglia è più impegnato che mai, e l'ultima volta al ricevimento (presso la redazione della "Stampa") ha avuto dieci minuti netti di tempo. Anche perché - proprio quel giorno - l'aereo della SpanAir ha deciso di esplodere, gettando in confusione le redazioni di tutti i giornali. Ma devo finire questa dannata tesi, e devo prendre una decisione con l'aiuto del mio professore, a costo di aspettarlo sotto casa. Ora vi saluto, vado a dormire. Anche "Stay tuned" mi ha stufato. Un "Cià uagliò" è più amichevole e più pugliese.

Cià uagliò,
Paolo (o Paolino, che dir si voglia)
July 28

Marchetta

Concedetemi un po' di pubblicità. Stasera verrò intervistato da Tuttonapoli.net nell'ambito di un argomento sicuramente interessantissimo, ovvero il calciomercato! Si parlerà del Napoli e alle 19.45 verrò chiamato per dire due cose sul Toro che tratta l'acquisto di un giocatore del Napoli. Bello eh? Certo, non ve ne frega nulla, però è abbastanza soddisfacente che abbiano cercato proprio me. Beh, è Tuttonapoli, mica Controcampo, ma chissene! E intanto continua la mia corrispondenza per lo scambio di notizie con una giornalistia uruguayana di Radio Montevideo, molto gentile che mi scrive in spagnolo. E' stato così che ho scoperto di capire lo spagnolo, d'altronde non è che sia poi così difficile. Ho trovato ben più difficoltà quando si trattava di scrivere in spagnolo, ma grazie ai traduttori online e alle mie declinazioni maccheroniche (soprattutto per verbi e plurali) sto riuscendo a farmi capire.

Intanto da giovedì scorso fino a ieri ho lavorato presso i giardini di Venaria Reale per "Teatro a corte", rassegna di spettacoli di vario genere nelle ex dimore dei Savoia nel torinese e in provincia di Cuneo. Pagano poco - come sempre - ma ci siamo divertiti un bel po', diciamo che abbiamo fatto parecchio casino, nelle pause ovviamente, e siamo stati parecchio professionali sul lavoro.

Stay tuned.

P.S.
Ho parlato in prima persona! E' caduta la copertura.

Aggiornamento, ore 20.30:
L'intervista non è avvenuta semplicemente per il fatto che quei simpaticoni di Tuttonapoli non mi hanno chiamato. Sinceramente ne ignoro i motivi, ma ciò che più mi ha dato fastidio è che mi sono dovuto sorbire l'intera trasmissione nell'attesa di essere chiamato. Ho scritto al direttore della testata, che non mi ha ancora risposto. L'ultima sua email porta l'orario 18.21 e contiene la frase "a dopo", quindi non ho sbagliato giorno, come per un attimo avevo pensato. Ecco i primi commenti a caldo:
Mamma: "Ma sono proprio napoletani"
Papà: "Mah..."
Io: "Ma quist so' scem"
Attendo risposte, ma l'avvenimento è alquanto curioso. L'intervista me l'han chiesta loro, mica io! Bah...Qualcuno me l'avrà mandata.

Aggiornamento, ore 20.46:
Mi hanno risposto. Pare ci siano stati problemi tecnici. Bah, io la trasmissione l'ho vista tutta, anche se in bianco e nero, ed hanno pure chiamato un'altra persona al telefono. Mi viene da pensare che ci sia dell'altro. Che sia stata l'ombra ostacolante di Bum Bum Bumma?
July 18

Il lavoro che non paga

L'estate finalmente è entrata nel vivo, e il caldo comesideve è finalmente giunto. Paolo ha finito il proprio tirocinio presso Cinemanch'io, scrivendo il proprio secondo "diario di bordo" che ha risvegliato in lui ricordi un po' infingardi e un po' piacevoli, ma sicuramente recenti. Il nostro piccolo grande eroe è infatti un inguaribile romantico, e non lo diciamo solo per attirare l'attenzione delle avvenenti lettrici che frequentano questo angolino (se ce ne sono, non di avvenenti, ma di lettrici) ma lo diciamo perché è proprio così. E ad ogni modo la tattica di mostrarsi dolce, carino e romantico non ha mai funzionato. Perché le donne cercano il ragazzo stronzo, che le fa star male, che si fa inseguire...ehm...scusate. Una divagazione, a volte capita. Dicevo del nostro affezionatissimo, il quale dopo aver scritto l'ultima pagina del "diario di bordo" si è abbandonato ad un galleggìo nei pensieri e soprattutto nelle parole del precedente diario. Si, quello che non riesce più a leggere. E nel dubbio di conoscere la reale esistenza della parola "galleggìo" (se non esiste, è un neologismo, tié), possiamo informarvi che tutti i documenti del tirocinio sono stati consegnati in segreteria, e presto verranno registrati gli ultimi 5 Cfu di questa dannata laurea triennale.

La tesi è intanto lungi dall'essere conclusa. Il buon professor Sinigaglia ha consegnato a Paolo un preziosissimo nastro con una registrazione di Montanelli ospite all'Università di Torino, datato 12 maggio 1997. L'importantissima registrazione dura più di due ore, che dovranno essere interamente sbobinate dal buon Paolo, poiché il professor Sinigaglia gli ha si regalato la registrazione, ma in cambio vuole la trascrizione completa. Il nostro eroe ha anche conosciuto due laureande che hanno già finito la tesi col suddetto professore, e che hanno scritto un elaborato da ben 350 pagine. Paolo che voleva scrivere un libro, potrebbe scrivere una tesi che diventerà un libro. Oppure un libro che farà da tesi. In ogni caso dovrà scrivere tantissimo, e le tre pagine scritte finora sono pochine, in compenso il lavoro di ricerca già fatto è notevole e consistente, ma ancora insufficiente!

Il lavoro procede, lo stipendio no! Il nostro giornalista in erba ha ricevuto i complimenti nientemeno che da Gianni De Biasi, allenatore del Torino, la squadra che sta dando più dispiaceri in questo calciomercato di ogni altra. Forse solo il Siena sta riuscendo a fare peggio, forse. Ad ogni modo, i complimenti gli hanno fatto piacere, ma dato che nessuno vive di aria, gli farebbe ancora più piacere ricevere lo stipendio. Perché - da logica - se uno lavora deve essere pagato. Ma nel giornalismo tutte le leggi naturali vengono rimesse in discussione. E così il ritardo di stipendio ha superato il mese e mezzo. Se a questo si aggiunge il fatto che quello stipendio è trimestrale, praticamente Paolo lavora gratis da quasi cinque mesi. Cioè come a Tuttotoro. Ma almeno a Toronews c'è un direttore in grado di scrivere un articolo, non c'è più quel pirla di Bum Bum Bumma e rimanendo a Tuttotoro col c***o che De Biasi gli avrebbe fatto i complimenti. Ma il nuovo direttore assicura che se entro martedì non arriveranno i soldi (lui è dipendente come Paolo, infatti qui c'è finalmente la figura dell'editore) si comincerà lo sciopero. Sciopero è una parola che stimola in Paolo moti rivoluzionari e stralci di proteste operaie, ed è soprattutto una cosa che non va fatta da soli, altrimenti lo sciopero diventa una pirlata. Se si è tutti a smettere di scrivere, allora sì che ci sarà qualche effetto. Questo super ritardo però condizionerà le ferie di Paolo, che al 90% non ci saranno neanche.

La prima settimana di agosto vedrà però l'arrivo di Cristiana, amica d'oltre-Balcani che verrà a Torino per poco meno di una settimana, e che sarà ospite nell'abitazione paolina. Teoricamente il nostro affezionatissimo sarebbe dovuto partire per le proprie ferie dopo la partenza di Cristiana, ma probabilmente resterà qui anche per Ferragosto, così avrà più tempo per lavorare alla tesi e potrà unire l'utile al dilettevole, una volta tanto. Ma niente paura! Il suo fido compare Giuvà resterà qui a fargli compagnia, e chissà che anche l'altro compare Dunà non sia della partita. In ogni caso le cazzate ad agosto si sprecheranno. C'è rimasto spazio per l'argomento donne, che al momento non è affrontabile, perché quando ci sono delle trattative in corso è bene aspettare l'ufficialità prima di dare annunci. Certo è che la rubrica Lettere dalla Grecia questo mese resterà vuota. E probabilmente lo resterà anche per i prossimi mesi. Perché ad Atene sono avanti di un'ora, e sono indietro di due risposte. Dato che resteranno sempre avanti di un'ora, è quasi sicuro che resteranno sempre indietro di due risposte, che anzi potrebbero aumentare nel caso Paolo abbia un nuovo colpo di testa, e mandi un'altra dannata email.

Le speranze di Paolo, anche qui, si sprecano. I sogni pure. Ma per ora il sogno è diventare giornalista, poi magari più avanti sarà diventare miliardario, o premio Nobel. La speranza è che la tesi sia finita per ottobre, altrimenti la laurea slitterebbe a gennaio. L'altra speranza è che Cairo faccia qualche dannato acquisto, ma come si deve, non Giannichedda! Ciao belli. Stay tuned.

June 12

E' finita!

Il tour de force universitario ha finalmente trovato conclusione. Il nostro affezionatissimo Paolo, detto anche devoprendereunadecisione, ha sostenuto ieri il suo ultimo esame. E quale sarebbe potuto essere se non "Linguaggio giornalistico"? Il buon professor Sinigaglia si è dimostrato magnanimo come sempre, concedendo al nostro piccolo grande uomo un ottimo 28, che va a rinfoltire la sua media voti che così si attesta di poco sotto il 27. I crediti acquisiti finora giungono a quota 165, ad essi andranno sommati i 5 crediti di tirocinio (che finalmente terminerà a fine mese) e 10 crediti di prova finale. In pratica Paolo, il giornalista ex-preventivo, è praticamente laureato! Crande cioia! Gaudium magnum! Chissà se ancora una volta avremo fatto a pugni col latino?

Probabile che la discussione della tanto agognata tesi avverrà verso novembre, dato che la sessione settembrina ha la concreta parvenza di non esistere. Oltre al fatto di dover pagare 100 euri, più una marca da bollo da circa 15 denari, per ottenere il pezzo di carta, solo a novembre potremo annunciare, con un comunicato in mondovisione, a seguito della consueta fumata bianca, che HABEMUS LAUREAM! Ammesso che la traduzione latina di "laurea" sia proprio "lauream".

Ma il futuro ha necessità di essere delineato, e con una certa precisione. Se è vero che la Specialista torinese per Paolo non ha attrattive, è anche vero che il nostro affezionatissimo stia trovando una scusa plausibile per potersene andare dalla città della Mole. Questo perché ha bisogno di sentirsi grande, di vedere il mondo e di provare a vivere da solo. E che diavolo! La fitta ricerca di un corso post-triennale adatto alle sue mire ambiziose, l'ha portato a spaziare tra DAMS, Scienze della Comunicazione, Scienze Politiche e addirittura Sociologia. Le città candidate ad ospitare il nostro affezionatissimo sono per ora tre: Milano, Firenze e Urbino. Con quest'ultima in netto vantaggio. Ma il problema sta nella scarsa pecunia di cui Paolo dispone. Presto verrà aperta una casella postale per permettere donazioni da parte dei lettori, dei fan e degli inteneriti dalle sue (dis)avventure. Ma è già possibile donargli il 5 per mille. In attesa delle prime dazioni di denaro, Paolo è alla disperata ricerca di borse di studio, riduzioni tasse e sovvenzioni di vario genere. L'università più propensa sembra proprio essere Urbino, elogiata dai più, che gli è stata gentilmente indicata dalla regista Elisa Betta, della quale presto uscirà il primo trailer. Non il film, ma il trailer.

Anche se i genitori, mamma in primis, vorrebbero trattenere Paolo tra le Alpi e il Po, il figliol prodigo potrebbe cercare fortuna altrove. La sciagurata professione che si è scelto impone sporadici cambiamenti di residenza, e questa potrebbe essere l'occasione per cominciare a farli. Gli amici - quei pochi rimasti - per ora non prendono posizione, ma alcuni hanno già espresso parere favorevole. Non si sa se per il bene di Paolo o per la possibilità di levarselo finalmente dalle balle.

Intanto il monsone imperversa in quel di Torino. Ma al momento la piaga acquosa sembra lentamente dissolversi, tra una grandinata e l'altra, mentre il calore solare fa capire che forse siamo in estate. Estate che vuol dire vacanze, ed è probabile che le vacanze di Paolo significhino ancora una volta la sua terra natìa. L'amata Puglia. Famosa per l'acquedotto più scassato d'Italia, ma anche per i latifondi e le piantagioni di pomodori, il tacco d'Italia spalanca le braccia al proprio figlio trasmigrato, per via genetica, al nord. Non si sa ancora, vista la cronica mancanza di pecunia, se Paolo ci andrà con gli amici o ci andrà coi parenti. Ovvio immaginare come dai parenti il nostro eroe non spenderà una mazza, a parte i soldi per l'acquisto di una cospicua quantità di gelati, piadine e birre. Anche qui, staremo a vedere.

Per la rubrica Lettere dalla Grecia segnaliamo il fatto che Lei (si, proprio Lei) ha finalmente scritto al nostro affezionatissimo, che per la gioia ha ballato e cantato per un giorno intero. Proprio ieri tra l'altro, giornata che è stata quindi davvero molto positiva per Paolo. E pensare che il dilemma vacanze passa anche per la Grecia! Ma è più probabile che si fermi sulla costa salentina, o addirittura su quella garganica.

Concludiamo con qualche citazione, Paolo ha guardato Italia-Olanda, poi ha esclamato: "Noi eravamo gli arancioni, vero?"
Poi ha seguito il calciomercato, per un paio di settimane, finché ha esclamato: "Il Toro ha già fatto tutto, vero?"
Finché è intervenuto suo padre dicendogli: "Hai già pensato a trovarti un lavoro serio, vero?"

E con questa dichiarazione concludiamo dicendo che il padre di Paolo ha il diploma da "scoraggiatore" ma anche da "incazzatore". E nella vaga proposta di realizzare nuovi trailer sulla falsariga di Maccio Capatonda (Paolo ha già un sacco di idee), vi lasciamo all'estate che sembra (finalmente) arrivare. Paolo vi saluta, appuntamento alla prossima puntata. Stay tuned.

P.S.
No, seriamente. Noi eravamo gli arancioni, vero?
May 17

Riassunto delle puntate precedenti

Ma ve lo ricordate quando Paolo diede le sue "dimissioni irrevocabili"? Non furono altro che panzane, e il nostro piccolo grande eroe non riuscì a cavarsi dall'impaccio di non potersi divertire. Ora, a circa due mesi di distanza dall'ultimo post, il nostro affezionatissimo (tranquilli, è ancora vivo) può dirsi finalmente libero da ogni oppressione e turbamento.

In questi due mesi è passato dal Corriere Sportivo all'Ufficio Stampa, questo si sapeva, ma ha finito anche con quello. Ora è ritornato a fare il cronista di quel fantomatico "diario di bordo" che potrete trovare qui. Quello linkato è il diario vecchio, quello nuovo è ancora misteriosamente assente. Il nostro simpatico eroe giornalista ha incrementato la propria presenza alla Sisport, ed è solito confrontarsi settimanalmente col simpatico (?) faccione di Bum Bum Bumma, che non lo degna di un saluto e fa pure finta di non vederlo. Non si sa bene perché. La produzione settimanale di articoli viaggia sulle 7-8 unità, ma almeno si tratta di articoli ben più vari dei soliti "precedenti", "attacco squadra avversaria", "vita dell'allenatore prossimo avversario". E che diavolo!

L'università ha da poco concluso le lezioni, quindi presto cominceranno gli esami per Paolo, che appare preparatissimo ma in realtà non lo è affatto. L'esonero di Tecniche della pubblicità sostenuto ieri infatti, lascia ben poche speranze per un voto dignitoso. In compenso, grandi soddisfazioni arrivano dal professor Sinigaglia, docente di Linguaggio giornalistico, il quale ha accettato la tesi del nostro (ma forse l'avevamo già scritto) e si appresta a seguirlo nel suo lavoro e chissà (Paolo ci spera) a fornirgli un colossale "calcio in culo" in futuro remoto. Sono speranze che spesso e volentieri cozzano con la realtà. Intanto pensiamo a finire la tesina per l'esame, che è meglio.

In questi due mesi Paolo ha anche avuto l'occasione di innamorarsi. Ebbene sì. Ma ha anche avuto l'occasione di prendere una bella mazzata. Perché la sua amata ha pensato bene di espatriare, non per fuggire da Paolo (almeno lui ci spera) ma per inseguire un'offerta di lavoro che la costringerà a circa 2500km da Torino per tutta l'estate, e poi? E poi non lo sa neanche lei. Paolo ha avuto giusto il tempo di dirle tutto, ma proprio tutto tutto. Sarà per quello che la donna in questione non ha ancora dato nessun segno di vita dal loro ultimo incontro? Probabilmente i telefoni all'estero non prendono (Paolo spera tanto che sia così).

Il nostro affezionatissimo ha fatto anche un viaggio ad Atene! Constatando che i telefoni all'estero prendono eccome. Ciò gli ha permesso di divertirsi, visitare una città fenomenale, innamorarsene (Paolo è un esterofilo antitaliano inguaribile) e imparare anche un pò di greco. Oltre ad aver provato alcune pietanze tipiche, molte parecchio gustose, una - cucinata solo a Pasqua - orribilmente schifosa. Si chiama Mayriza, state attenti se capitate in Grecia per Pasqua. La loro di Pasqua, non la nostra. Occhio.

Questo è il riassunto delle puntate precedenti, quelle che non sono andate in onda perché il canale era occupato. Occupato da cosa? Ma da tutto quello che vi abbiamo raccontato. Paolo ha detto di salutarvi, e vi rimanda l'appuntamento alla prossima puntata. Se ci sarà. Non Paolo, ma la puntata.

March 07

Giusta Direzione

In questo periodo Paolo ha rischiato seriamente di impazzire. I suoi mirabolanti impegni si sono sovrapposti in una maniera tale da impedirgli anche di mangiare, tant'è che nelle ultime occasioni il nostro affezionatissimo non ha neanche potuto cenare a casa, ma ha dovuto farlo sul pulman con delle croccantelle al ketchup. Ma al di là di questi fatti più o meno interessanti, si segnala il mancato incontro con l'acerrimo rivale Bum Bum Bumma, casualmente incrociato alla Sisport. Paolo però non si è avveduto subito della sua presenza, ma lo ha notato, seduto in un angolino con un nuovo sottoposto al suo fianco, in seguito all'indicazione del suo nuovo direttore, Federico. Il povero ex diretùr era solo e sconsolato, lontano dai giornalisti come suo solito, e quasi quasi Paolo ha pensato di andarlo a salutare, salvo poi ripensarci nel giro di mezzo centesimo di secondo.

Nel frattempo il tirocinio presso l'azienda cinematografica procede alla grande, con un piccolissimo problema, le ore. "Le ore" intese non come la rivista di carattere pornografico che molti conoscono e fanno finta di non conoscere, ma "le ore" intese come fondamento dell'intero tirocinio. Poichè se non verrà raggiunta l'ambita quota di 250 ore di lavoro, la simpaticissima (?) e incasinatissima (!) università non riconoscerà i 5 CFU a Paolo, impedendogli di laurearsi. La quota raggiunta finora è fin troppo esigua, così il granatissimo regista ha avuto un'ideona: mettere su un ufficio stampa per promuovere la prossima sessione di corsi. E Paolo? Paolo ne sarà il direttore! Anche perchè essendo in due (lui e un'altra ragazza) i posti disponibili erano molto limitati. Il regista si è anche offerto di ricaricare il cellulare a Paolo in modo da permettergli di fare tutte le centinaia di chiamate necessarie. Il nostro eroe ha voluttuosamente accettato.

Essere direttore di un ufficio stampa però comporta grande impegno. Ciò si scontra con gli altri due impegni del nostro giornalista in carriera: Toronews e il Corriere Sportivo. Uno di questi due verrà eliminato. L'egregio editore di Toronews ha offerto un compenso di 100 euro mensili più ulteriori rimborsi per trasferte e quant'altro. Il gobbissimo direttore del Corriere Sportivo ha invece offerto 50 euro mensili senza nessun fottutissimo e ulteriore rimborso. La paga poi verrà erogata a partire dal quarto mese di lavoro. In pratica Paolo si dovrebbe fare un mazzo così per tre mesi a gratis, per poi cominciare a "guadagnare" l'irrisoria cifra di 50 euro mensili, sempre facendosi un mazzo così.
La decisione è stata difficile, ma alla fine Paolo ha dovuto scegliere tra una testata giornalistica che si occupa della sua amatissima squadra del cuore e una testata giornalistica che si occupa di calcio dilettantistico, oppure una testata in pieno setto nasale. Per questi motivi, la prossima sarà l'ultima settimana di lavoro presso il Corriere Sportivo. Si concluderà un'avventura che ha permesso al nostro piccolo grande eroe di conoscere alcune splendide persone, facendosi però un mazzo così per seguire uno sport che comincia già a detestare. A livello dilettantistico poi...

Per quanto riguarda la tesi, è quasi fatta per la campagna acquisti (oddio, questo è gergo calcistico), ovvero per la scelta del relatore. Il professore in questione, tale Alberto Sinigaglia, ha piacevolmente apprezzato l'argomento proposto da Paolo, invitandolo a mandargli una scaletta. Il nostro affezionatissimo è convinto che al 90% questo docente accetterà di fargli da relatore. Crande cioia! Anche perchè difficilmente Paolo si sarebbe visto ad affrontare una tesi con un professore non di Linguaggio Giornalistico.
Oltre al fatto di aver lisciato la visita serale alla redazione de "La Stampa" di Torino, Paolo è comunque entusiasta della piega che stanno prendendo gli eventi. Motivo della mancata visita? La sbadatissima Gtt ha pensato bene di cambiare il percorso di un pulman che Paolo avrebbe dovuto prendere quella sera, dimenticandosi di segnalarlo. Se non fosse stato per due gentilissimi ragazzi brasiliani (di nome Daniel e Diego, saluti e ringraziamenti a loro), Paolo sarebbe ancora lì ad attendere quel dannatissimo pulman. Ma probabilmente la visita si rifarà, ed anche la vecchia amica Rosanna (vecchia non in senso di età) potrebbe prendervi parte.

Grandi novità all'orizzonte. Sperando che non si tratti dell'ennesimo miraggio e sperando che la sorte continui a girare per il verso giusto, almeno fino al punto in cui, finalmente, ci sarà da guadagnare qualcosa in tutto questo. Stay tuned.
 
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